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Legami

Cosa lega i miei due post precedenti: su Nicola Rossi (da Canosa di Puglia) e l'istituzione di nuove province? Risposta semplice semplice: Nicola Rossi è stato, insieme a Giannicola Sinisi (da Andria), il primo firmatario (lo scrive sul suo sito) della legge di istituzione della provincia BAT.
Ovviamente preferisco il lucido economista riformista al parlamentare che regala al suo territorio una provincia nuova di zecca presentandola come una vittoria importante essendo stata ottenuta dall'opposizione. Riformismo? Mah...
Comunque ho fatto una piccola ricerca. Attualmente giacciono in Parlamento proposte di legge per le istituzioni delle nuove province di:
Pedemontana-Bassano del Grappa, Lanciano-Vasto-Ortona e della Frentania, del Canavese e delle Valli di Lanzo, Cassino-Formia-Sora, Valcamonica, Venezia Orientale, Sala Consilina, Sulmona, dei Marsi, della Sibaritide-Pollino, Aversa, Avezzano, Melfi, Lamezia Terme, Guidonia-Tivoli, dei Castelli Romani, Nola, Pinerolo, Seprio e Busto Arsizio. E siamo solo ad inizio legislatura. Per la verità quasi tutte le proposte provengono dall'opposizione (bisogna pur fare qualcosa per cinque anni!, vero Rotondi?) e qualcuna dal deputato fratello Pecoraro Scanio.
A scuola elementare, ormai trenta anni fa, ho imparato a descrivere l'Italia Politica formata da venti Regioni e novantaquattro Province. Ora siamo in un'Italia con un numero imprecisato di Province (lo ammetto non sono riuscito a tenere il conto), una serie di proposte di istituzione, le Aree metropolitane, le assemblee di condominio, il super condominio, il pianerottolo e via scindendo.
Avvicinare le Istituzioni al cittadino al tempo dell'era digitale significa per forza aumentare gli enti inutili o rendere efficace il rapporto istituzioni-cittadino?
Ragionamento di DX o di SX?
Mi sa tanto che i willings sono una buona invenzione

Pubblicato il 7/1/2007 alle 17.28 nella rubrica Diario.

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